«E’ necessario promuovere una conoscenza capace di cogliere i problemi globali e fondamentali per inscrivere in essi le conoscenze parziali e locali. […] E’ necessario sviluppare

l’attitudine naturale della mente umana a situare tutte le informazioni in un contesto e in un insieme.

E’ necessario insegnare i metodi che permettano di cogliere le mutue relazioni e le influenze reciproche tra le parti e il tutto in un mondo complesso. Insegnare la condizione umana […] riconoscere l’unità e la complessità dell’essere umano riunendo e organizzando le conoscenze disperse nelle scienze della natura, nelle scienze umane, nella letteratura e nella filosofia. […] Insegnare l’identità planetaria. Insegnare la comprensione che è nel contempo il mezzo e il fine della comunicazione umana. […] L’etica deve formarsi nelle menti a partire dalla coscienza che l’umano è allo stesso tempo individuo, parte di una società, parte di una specie. […] Questa è la base per un’antropo-etica o etica del genere umano». (E. Morin)


E' sempre più necessario, oggi, ricomporre le fratture tra pensiero umanistico e pensiero scientifico, fondando un nuovo approccio sistemico ai problemi, basato sulla complessità e sulla responsabilità.

Le organizzazioni che apprendono si basano sulla capacità dei manager e delle persone in genere di riflettere sulle 'teorie in uso' e di imparare dall’esperienza. Attraverso un approccio trasversale e multidisciplinare la riflessione e la riflessività facilitano lo sviluppo della capacità di costruire ampie cornici di senso nelle quali le persone possano inscrivere la loro esperienza, gestire situazioni complesse, sviluppare consapevolezza dei vari saperi messi in campo nell’affrontare la realtà.

Sullo sfondo dell’attuale scenario di crisi globale, non solo finanziaria ma, potremmo dire, sistemica, il concetto di leadership individuale sta molto cambiando.
La leadership del XXI secolo sembra sempre più basata sulla capacità di porre domande piuttosto che di avere tutte le risposte, di pensare in maniera critica le principali problematiche di business, di facilitare processi decisionali diffusi all’interno delle organizzazioni, di collaborare piuttosto che dirigere.

Per questo il pensiero critico sta emergendo sempre più come una abilità chiave nella casetta degli attrezzi del manager del futuro, una capacità integrata (embedded) piuttosto che una pratica separata.

 

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