Dall'inizio della pandemia di coronavirus in corso, c'è stata molta attenzione da parte dei media sul rapporto tra leader donne alla guida delle varie nazioni ed efficacia nella gestione della crisi.

Le azioni delle donne leader in Danimarca, Finlandia, Germania, Islanda, Nuova Zelanda, Norvegia, Islanda, Finlandia, Germania, Taiwan e Nuova Zelanda hanno evidenziato resilienza, pragmatismo, generosità, fiducia nel buon senso collettivo, orientamento all’aiuto reciproco e umiltà.

Sarebbe facile concludere che le donne sono leader migliori degli uomini ma potremmo desiderare un’analisi più raffinata e chiederci se per caso il tema non sia che quei Paesi sono stati capaci di avere più donne nelle posizioni di leadership - non solo in politica – e che, quindi, la presenza di gruppi decisionali più vari potrebbe aver consentito di avere uno sguardo più ampio e più sfaccettato sulla crisi e di trovare soluzioni più ricche e complete di quanto non sarebbe stato possibile se fossero state immaginate da un gruppo omogeneo.

Lo studio annuale del World Economic Forum sulla parità di genere tra i paesi membri dell'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) e diverse ricerche sulla performance delle imprese che praticano una politica attiva di Diversity & Inclusion, sembrerebbero confermare questa ipotesi.

I Paesi con una maggiore parità di genere sono gestiti meglio e le imprese con un equilibrio di genere più equo ottengono migliori risultati finanziari.

Osserviamo che in questi ecosistemi la leadership è caratterizzata dalla presenza di presunte ‘qualità femminili’ come empatia, compassione, ascolto e collaborazione che spesso vengono contrapposte a tratti ‘maschili’ del potere tradizionalmente esercitato come l’attitudine all’essere competitivi, alla supervisione e al controllo.
E’ evidente che queste considerazioni riflettono maggiormente le percezioni, gli stereotipi e i pregiudizi che caratterizzano le nostre società. Le donne, infatti, possono esercitare comportamenti manageriali ritenuti ‘maschili’ e viceversa.

Il dato vero è che ambienti equilibrati dal punto di vista del genere producono decisioni più solide perché sono molto inclusivi e generativi, risultato di valori basati nel lato femminile degli esseri umani.

E le sfide del nostro tempo - il cambiamento climatico, la salute, l'ambiente, l'esaurimento delle risorse della Terra, l'invecchiamento della popolazione e la carenza di talenti, la gestione virtuale della produzione e dei contributi dei lavoratori e lo sviluppo di nuove tecnologie, per citare le più importanti - richiedono un nuovo tipo di leadership, diversa da quella basata sul successo individuale e sul comando e controllo, un nuovo mindset e un nuovo modello di impresa.

La nuova leadership, e il nuovo mindset in cui è radicata, implicano principalmente resilienza, coraggio, flessibilità, ascolto, empatia, creatività, collaborazione, cura e riconoscimento del contributo collettivo. La capacità di creare situazioni generative in cui la partecipazione dell'intelligenza di tutti diventa la chiave del successo per tutti. Tutte caratteristiche della gestione tradizionalmente femminile.

E anche il tipo di impresa emergente nel cosiddetto ‘new normal’, l’impresa che è in grado di affrontare con successo la complessità e le sfide che la caratterizzano, è femmina.

Nella prima giornata nazionale delle Società Benefit italiane, un gruppo di donne, CEO e manager di Società Benefit, ha svolto e presentato proprio questa riflessione a proposito di questo modello di impresa emergente in Italia e nel mondo. E poiché questa impresa e la sua leadership sono coerenti e impegnate a “essere il cambiamento che vogliamo veder realizzato nel mondo” e a testimoniare dei valori incarnati – quello che gli anglosassoni definiscono “walk the talk”, in quella occasione sono state identificate anche le sfide con le qual si confrontano.

Ecco i punti presentati:
1. La società benefit si prende cura e per questo coltiva la sensibilità, l’empatia, l’ascolto, l’orientamento all’altro. Una sfida che abbiamo davanti è coniugare il prendersi cura dell’ambiente esterno con il prendersi cura di sé come comunità, singole imprese e come persone.

2. La società benefit è resiliente e per questo coltiva la perseveranza, la capacità di capitalizzare le avversità e imparare dagli errori, la determinazione. Una sfida che abbiamo davanti è sviluppare e affermare modelli di impresa meno egoistici e saper andare coraggiosamente contro i trend e la mentalità aziendalista che persegue il profitto economico a tutti i costi.

3. La società benefit lascia spazio alla vita e per questo coltiva l’equilibrio, l’umiltà, la dedizione, il benessere personale. Una sfida che abbiamo davanti è saper generare una sensibilità verso il ‘benessere’ di tutti e declinarlo nei termini della sostenibilità ai vari livelli delle persone, del pianeta, degli altri esseri viventi.

4. La società benefit è innovativa e per questo coltiva la curiosità, la creatività, la flessibilità, la capacità di rischiare, la competenza tecnologica. Una sfida che abbiamo davanti è innovare nel modo di relazionarsi con il Terzo Settore, costruire nuove relazioni di sinergia piuttosto che di competizione.

5. La società benefit è appassionata e per questo coltiva il coraggio, la follia, l‘intuito. Una sfida che abbiamo davanti è avere il coraggio di innovare e continuare ad avere impatto sociale anche in chiave di sussidiarietà nonostante la congiuntura di crisi economica.

6. La società benefit sa fare rete e per questo coltiva la sorellanza, tutte le connessioni con le persone, le comunità, i territori. Una sfida che abbiamo davanti è moltiplicare i canali e le iniziative per favorire l’interazione, la conoscenza reciproca, le partnership e il fare rete.

7. La società benefit è inclusiva e per questo coltiva la diversità, l’interculturalità, l’interdisciplinarità. Una sfida che abbiamo davanti è decidere dove posizionarsi sull’asse ‘inclusività/esclusività’ rispetto al mondo del business.

8. La società benefit è rigorosa e per questo coltiva l’etica, il rispetto di tutti, l’integrità. Una sfida che abbiamo davanti è avere strumenti di autovalutazione diversi adatti a realtà diverse ma ugualmente rigorosi per essere imprese serie, che prendono sul serio il proprio impegno nei confronti degli stakeholder.

9. La società benefit è lungimirante e per questo coltiva: la visionarietà, la capacità di guardare oltre, l’approccio sistemico. Una sfida che abbiamo davanti è coinvolgere tutti gli elementi dell’ecosistema, non solo le altre imprese, nella costruzione di una visione del mondo in grado di generare valore per tutti.
Qui puoi guardare il video di tutto l'intervento.

Imprese di questo tipo, e tutte quelle che credono nell’intelligenza collettiva originata dall’accoglienza di tutte le diversità, che sentono di avere una responsabilità nei confronti del mondo da onorare e che non vivono solo per creare valore per i propri azionisti ma anche e soprattutto per rispondere a bisogni autentici e migliorare la qualità della vita e il benessere di tutti e remunerare in maniera giusta i propri azionisti, sono le imprese che devono svilupparsi per aiutare la politica a trainarci fuori dalla crisi sistemica in cui siamo precipitati e far evolvere il business facendone una forza di ri-generazione dell’ambiente e della società.
Sono imprese che proteggono la vita in tutte le sue forme e hanno a cuore il Pianeta e le generazioni future. Per questo sono femmine. Ma sono piene di donne, di uomini e di tutti i modi diversi di essere e di sentire.


 

 

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