Di fronte alle sfide globali su larga scala - dalla povertà e dalla fame alla giustizia sociale, alla crisi climatica e anche all’attuale pandemia da Covid 19, 

le imprese che guardano al futuro possono attuare loro cambiamenti a impatto positivo - importanti anche se fossero percepiti come ‘piccoli’ - e possono collaborare con altre organizzazioni per creare un cambiamento collettivo grande ed efficace.

I 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) adottati nel 2015 dagli Stati membri delle Nazioni Unite sono un appello all'azione per non lasciare nessuno indietro di fronte alle sfide globali che minacciano il nostro pianeta e le nostre società. Gli SDGs toccano questioni che richiedono alle aziende di ripensare il loro approccio alla generazione di valore.

Gli SDGs sono stati creati in collaborazione da 193 governi in un arco di tempo di tre anni intorno al 2015, affrontando alcune delle sfide più difficili del mondo e i problemi più rilevanti. Agli obiettivi globali è stata data un'ambiziosa scadenza di 15 anni per essere affrontati e risolti, il che dimostra l'urgenza di molti di questi problemi.

L'aspetto più prezioso degli SDGs è che non sono indirizzati solo ai governi globali o nazionali o alle grandi aziende, essi danno la possibilità anche a cittadini, imprenditori, leader, lavoratori e attivisti di riunirsi sotto un linguaggio e un'intenzione comune con lo sfondo dell'ONU. Si tratta di un movimento veramente inclusivo, dalla formazione all'attuazione.

Gli SDGs danno a tutti, nel mondo, un linguaggio visivo per discutere i problemi che la società e il Pianeta devono affrontare. Troppo spesso le persone si sentono travolte dalla portata di questi problemi e, percependosi impotenti, cadono nella passività o nella disperazione.
Gli SDGs permettono a tutti di identificare le questioni su cui vogliono concentrarsi in modo da poter agire in una maniera che sia significativo per loro. Gli SDGs costituiscono un messaggio positivo, sistemico, edificante, costruito per ispirare, non per deprimere le persone.

Il potere degli SDGs sta nel loro permetterci di concentrare i nostri sforzi sulle questioni che ci stanno più a cuore. Quando ho parlato degli SDGs con i nostri clienti e siamo entrati nei dettagli mi sono resa conto che a ognuno risuonano in maniera peculiare e che ciascun cliente può sentirsi coinvolto attivamente in SDGs diversi. Questo rende il lavorare sulla sostenibilità molto più semplice, perché se ognuno di noi si impegna in relazione alle questioni che contano di più per sé, insieme si può fare moltissimo.

Per me, questo significa che ognuno di noi dovrebbe lavorare su quei temi che ci parlano particolarmente, che danno forma alle nostre passioni, dove possiamo fare di più, per muovere l'ago della bilancia della sostenibilità.
E anche quando forse pensiamo di non avere tempo da dedicare all’attivismo sociale o di non essere ‘tagliati’ per un lavoro a impatto sociale, possiamo scoprire che lavorare a tempo pieno in un'azienda profit non significa che non si possa contribuire, almeno un po’, al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. Mobilitando noi stessi, i nostri colleghi e collaboratori e tutta la nostra azienda, possiamo creare un vero cambiamento, e magari anche trovare un maggiore senso nel nostro lavoro quotidiano.
Come lavoratori e come capi possiamo fare alcune semplici cose come, ad esempio, cominciare a educare noi stessi e gli altri alla sostenibilità e continuare a farlo nel tempo.

Un primo passo può essere quello di raccogliere informazioni e conoscenze e condividerle nell’organizzazione. Possiamo parlare degli SDGs nelle nostre conversazioni informali oppure prendere l’iniziativa di organizzare dei momenti informativo/educativi sugli Obiettivi. Sul web, nei siti dedicati delle Nazioni Unite, in tanti altri siti internazionali dedicati alla sostenibilità, così come sul sito italiano dell’ASVIS, l’Alleanza per lo Sviluppo Sostenibile, è possibile trovare moltissimi materiali sia per iniziare a conoscere l’argomento sia per approfondirlo e rimanere aggiornati su quanto si sta facendo a livello di governi sovranazionali, Governo italiano, Regioni e amministrazioni pubbliche, ma anche nel campo delle ONG e delle associazioni e in quello delle imprese di tutte le dimensioni.

Spesso il modo migliore per avere un impatto e contribuire al raggiungimento degli SDG è quello di - ‘semplicemente’ - smettere di fare le molte cose che causano più male che bene.
Ridurre l'impronta negativa delle interazioni di business quotidiane passa anche dal porre intenzionalmente attenzione ad alcuni comportamenti abituali e cominciare a guardarli attraverso la lente degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.

Ad esempio, possiamo acquistare e consumare i materiali d’ufficio con maggiore consapevolezza o anche analizzare l'impatto della supply chain della nostra azienda (e delle sue filiere) per assicurarci di non sostenere inconsapevolmente il lavoro minorile o favorire la distruzione dell’ambiente e della biodiversità.

Possiamo affrontare attivamente la disuguaglianza di genere e le altre disparità di cui siamo testimoni nell’ambiente di lavoro, facendo pressione a tutti i livelli affinché i comportamenti siano sempre più inclusivi e orientati a valorizzare la diversità, le retribuzioni siano eque e le opportunità di migliorare offerte a tutti.

Possiamo contribuire a definire policy interne rispettose dell’ambiente e sostenere iniziative attive di compensazione degli eventuali impatti negativi dell’attività aziendale.

Dal punto di vista dell’impresa, la sostenibilità è complessa, è vero. I problemi si evolvono e le organizzazioni cambiano. In ogni fase, è sensato individuare alcune priorità, creare dei team dedicati o, nelle organizzazioni più grandi, dei comitati interfunzionali.

E’ importante imparare ad affinare la capacità di narrazione dei temi della sostenibilità per mantenere alto il livello di coinvolgimento di tutti e non far cadere l’attenzione.

E’ anche estremamente utile collaborare e condividere, scambiare, storie ed esperienze con altre organizzazioni simili o diverse, per imparare le une dalle altre.

La collaborazione è potente e anche le partnership con i concorrenti tradizionali sono necessarie per un'azione significativa in materia di sostenibilità. Questo approccio è quello che sempre più spesso viene definito ‘coopetizione’ ovvero, simultaneamente, competere in alcune aree e cooperare in altre aree.
La collaborazione in un settore crea un cambiamento positivo più rapido e fondamentale.

In sintesi perseguire la vera sostenibilità richiede un'azione collettiva e un'attenzione al lungo termine.

Come accennato in precedenza, fortunatamente si moltiplicano le esperienze da cui trarre ispirazione e gli strumenti che possono aiutare le organizzazioni a strutturare e monitorare piani di miglioramento della propria sostenibilità.

Tra tutti, uno particolarmente importante e utile è SDG Action Manager, uno strumento nato lo scorso anno dalla collaborazione tra UN Global Compact e B Lab, l’ente internazionale che ha elaborato e aggiorna costantemente il B Impact Assessment (BIA) e rilascia la certificazione B Corp.

Si tratta di uno strumento totalmente gratuito e fruibile online a disposizione delle aziende per monitorare quanto il proprio operato sia in linea con gli SDGs dell’Agenda 2030 e quanto si stia concretamente facendo per il loro raggiungimento.

Consente, inoltre, di sviluppare un’azione aziendale significativa, attraverso l’autovalutazione dinamica, il benchmarking e il miglioramento costante.
Nella ricerca di un modo di fare impresa sempre migliore, lo strumento fornisce uno stimolo a confrontarsi con le buone pratiche adottabili e aiuta a incrementare la consapevolezza degli individui all’interno delle aziende rispetto all’impatto dei loro comportamenti, guidandoli ad assumere responsabilità in prima persona per il miglioramento della qualità della vita delle persone e per il futuro del nostro Pianeta.

L’SDG Action Manager è strutturato in maniera tale da avere al suo interno: la valutazione d’impatto secondo i criteri di B Lab, i dieci principi del Global Compact delle Nazioni Unite e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. Le lingue a disposizione sono: inglese, francese, italiano, portoghese e spagnolo.

Attraverso l’autovalutazione guidata da SDG Action Manager l’azienda riesce a:

  • Individuare quali SDGs sono per lei i più significativi in base al suo profilo aziendale e in che modo agire oggi per migliorare il proprio approccio
  • Ottenere una visione chiara di come i suoi processi produttivi, la sua catena di fornitura e il suo modello di business creano un impatto positivo e identificare le aree di rischio per ogni singolo SDG
  • Visualizzare graficamente i progressi, stabilire gli obiettivi e tracciare i miglioramenti conseguiti
  • Collaborare con tutto il team potendo partecipare contemporaneamente alla redazione dell’SDG Action Manager, riuscendo ad apportare ognuno il proprio contributo e osservando in tempo reale i progressi e le performance aziendali
  • Imparare a ogni passo poiché attraverso le domande si è inevitabilmente indotti a riflettere, individuando spunti e nuove aree di azione.


Come ha affermato Lise Kingo, CEO & Executive Director dell’UN Global Compact : “L’SDG Action Manager è stato sviluppato per mobilitare il settore privato a intraprendere azioni significative e riportarci sulla strada giusta per realizzare l'Agenda 2030".
 

 

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